All’ inizio del 2013 i titolari di May Faber creano un concept in cui la presa misure e il personal styling diventano un vero e proprio momento intimo e conviviale.
A Milano, patria d’origine di May Faber e meta di fashionisti, ci si riappropria di tradizioni che sembravano perdute, l’abbigliamento su misura diventa cool anche grazie all’esperienza che questo brand milanese è in grado di far vivere e alle sue produzioni totalmente Made in Italy: tessuti e manifattura nascono e si sviluppano sul territorio nazionale esclusivamente da sarti selezionati.

In 5 anni,  May Faber diventa un punto di riferimento per una clientela variegata attenta all’eleganza e alla qualità di ciò che indossa: businessman, futuri sposi, appassionati di vintage, moderni hipster metropolitani e dandy del nuovo millennio.
Dopo gli ottimi risultati raggiunti, Giovedì 30 Novembre 2017, alle 18.00, inaugura il nuovo concept store di May Faber nel cuore di Milano, in cui sorgono ristoranti, officine e botteghe artigiane: Via Canonica angolo Via Prina 1.

Non è un caso che questo brand inauguri il nuovo negozio a Movember (dalla fusione di mustache e November), la campagna di sensibilizzazione contro il tumore alla prostata che invita gli uomini a farsi crescere un bel paio di baffi che avrebbero fatto invidia ai loro trisavoli.
Movember sigla la partnership di due grandi brand made in Italy che si contraddistinguono per il loro carattere: May Faber e Proraso, famoso marchio per la rasatura nato negli anni Quaranta.

A movimentare la serata non solo fiumi di bollicine e dj, ma un servizio speciale di barber per coccolare i nostri ospiti con un trattamento personalizzato.

Per avere maggiori informazioni sull’evento non esitate a contattarci.


Il cappotto da uomo è un capo estremamente versatile che ben si sposa tanto con un abito sartoriale che con un outfit più casual.

La sua trasversalità permette di poterlo utilizzare come passpartout per differenti outfit ed occasioni, dalla mattina fino alla sera.

I cappotti in lana da uomo possono essere di grammature e modelli differenti. Anche se al momento il tempo sembra ancora clemente, giocate d’anticipo, se vorrete un cappotto su misura che sia pronto per l’arrivo del grande freddo.

I tessuti con cui si realizzano questi capi, aldilà dei tessuti tecnici che offre l’industria moderna, sono principalmente la lana ed il cashmere, al fine di conferire comfort, calore, oltre ad una indiscutibile eleganza.

I colori preferiti per l’inverno sono il color cammello, il grigio, sia chiaro (per i più audaci) che antracite, oppure le tonalità del blu e il nero.

Un cappotto marrone è piuttosto inconsueto, soprattutto per la difficoltà di combinazione con il resto dell’outfit, ma se siete dei veri fashion lover con il guardaroba traboccante di abiti in diversi colori, allora è il caso di potersene concedere uno!

Peacoat
Detto anche caban, è un capo che trae le sue origini dalla marina militare olandese, ma solo nel diciannovesimo secolo è stato poi adottato e diffuso dall’esercito navale britannico. Il peacoat è un cappotto corto in tessuto di lana pesante, con una abbottonatura doppiopetto a 6 o 8 bottoni, e un ampio bavero.

Chesterfield
Originario del nord dell’Inghilterra, deve il suo nome ai conti Chesterfield che nell’800 furono tra i primi ad apprezzarlo. Divenne presto un classico di riferimento nei colori beige, blu o nero. È un cappotto di medio peso, lungo fino al ginocchio, monopetto o doppiopetto, con abbottonatura nascosta, tasche con pattina, taschino e revers. Il modello più noto è un monopetto in filato di lana grigia a spina di pesce, con collo applicato in velluto nero.

Loden
Il loden è il nome del tessuto di lana tipico del tirolo. La giacca che riprende questo nome è caratterizzata da un taglio lungo, colletto da camicia con abbottonatura monopetto lungo tutta la lunghezza ed è principalmente in colore verde, verde scuro. Questo modello è diventato negli anni un simbolo degli studenti e dei ceti meglio abbienti degli anni Sessanta e Settanta.

Ulster
Prende il nome dal tessuto ruvido di lana pesante prodotto nell’omonima regione irlandese. È un doppiopetto ampio, lungo fino al polpaccio, con revers tradizionali, tasche applicate, maniche con risvolti e martingala (o cintura) per regolarlo in vita. Diversi sono i modelli di abbottonatura, che variano dai sei agli otto bottoni, tutti funzionali.

Polo
È il classico cappotto americano, reso sportivo dalle grandi tasche applicate e dalla martingala/cintura presente sulla vita. Per la sua realizzazione si utilizza, in genere, la lana pettinata e lo troviamo spesso in blu.

Montgomery
In inglese dufflecoat, in riferimento alla città belga di Duffel in cui veniva prodotto il tessuto di lana grezza impiegato per realizzare il montgomery. Questo capo divenne, tuttavia, famoso durante la Seconda guerra mondiale, grazie al generale britannico B. L. Montgomery, che era solito indossarlo per proteggersi dal vento e dalle intemperie. Tra i classici, è l’unico cappotto con cappuccio e si distingue per i caratteristici alamari al posto dei bottoni (gli alamari possono essere di corno, cuoio o legno), per il carré applicato sulla spalla e per i due tasconi laterali applicati (con o senza patta). Dal momento che gli alamari non offrono grande protezione contro il vento, la zona del collo può essere protetta da una linguetta munita di bottoni.

British Warm
Gli inglesi lo chiamavano british warm overcoat ed era il cappotto militare degli ufficiali britannici durante la Prima guerra mondiale. Realizzato in spessa lana Melton, è oggi disponibile anche in cachemire, cammello o in Cavalry Twill. Monopetto o doppiopetto, è lungo fino al ginocchio e presenta due tasche orizzontali con pattina, taschino sul petto, ampi revers a lancia, mostrine, sei bottoni in cuoio a mezza sfera e spacco sul dietro.

Covert
È il più corto tra tutti i cappotti (la sua lunghezza dovrebbe superare di pochi cm quella della giacca) ed è realizzato in un twill leggero, denominato appunto covert. In origine era un modello da equitazione e da caccia; per questo motivo, non stupisce la presenza di una grande tasca interna, cucita all’altezza della coscia sinistra. Il covert è, inoltre, caratterizzato da quattro impunture parallele (dette railroading) sui polsini e sull’orlo, da tre tasche esterne con pattina (due a destra e una a sinistra) e dal taschino. Abbottonatura nascosta.

Crombie
È il cappotto del vero gentleman ed è una vera e propria icona dell’eleganza inglese. Le sue origini risalgono al 1805, quando John Crombie fonda la sua manifattura tessile ad Aberdeen. Si tratta di un cappotto in lana pesante, con abbottonatura nascosta, due tasche esterne con pattina e taschino. Solitamente è proposto in blu scuro. Il modello più diffuso di Crombie è il Retro Coat monopetto in lana Melton, riconoscibile dalla fodera interna rossa e dal colletto con dettaglio in velluto. Altri modelli disponibili sono il Covert Coat, con seconda tasca sul lato destro, e il Great Coat, riproduzione del cappotto che Crombie fornì agli ufficiali dell’esercito britannico durante la Seconda guerra mondiale.

Le ragioni per scegliere un cappotto su misura
Perchè è un capo realizzato in relazione al tuo fitting, potendo scegliere le lunghezze ed altre fattezze…oltre che essere personalizzato in relazione ai tuoi desideri e gusti.

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Secondo May Faber il blazer si conferma anche per la stagione autunno/inverno capo versatile e capace di risolvere ogni outfit.

La giacca autunnale può essere intesa come un capo casual, è la scelta giusta in tutte le situazioni in cui l’abito potrebbe risultare troppo eccessivo.

La versatilità della giacca con tessuti operati o pettinati lo rende un capo passpartout perfetto per diversi smart look da indossare da mattina a sera; ha un appeal formale, ma assolutamente “rilassato”, capace addirittura di nobilitare un paio di jeans per il casual Friday in ufficio.

L’arte dello spezzato è il segreto perfetto per simulare l’eleganza di un completo, aggiungendo quel giusto tocco di creatività personale. Mentre la suit jacket fa parte di un completo e va sempre indossata in coppia con i pantaloni abbinati, il blazer segue rigorosamente la regola del mismatch coi pantaloni, si distingue quindi per la sua natura multifunzionale: a seconda di come viene abbinato può trasformare il look da casual a fashion.

Lo spezzato, versatile ed estremamente chic, vi consente molta più libertà nell’abbinamento dei colori rispetto al rigore degli abiti da lavoro, permettendovi di creare look diversi per ogni occasione, liberando estro e fantasia. E bene però non abusare di tutta questa libertà, il tono su tono è possibile, ma molto rischioso, dovrete fare attenzione agli accostamenti cromatici e alla natura dei tessuti. Se non volete sbagliare puntate sul blu che si conferma anche quest’autunno-inverno protagonista nella proposta May Faber, forte di un’eleganza senza tempo. Il marrone ed il grigio del blazer più essenziale, restituiscono l’immagine di un gentleman rétro che non teme di giocare coi colori.


Per il nativo metropolitano per la stagione Autunno-Inverno 2017 sono d’obbligo i colori che ricordano il ferro della architetture contemporanee e il blue delle loro vetrate, il tutto alleggerito da tratteggi o motivi puntinati dai colori più chiari.

I toni variano dal blu scuro al grigio pieno, materico che fa da fondo alle fantasie.

Molte sono le varianti di tessuto da poter scegliere e combinare fra loro o con un bel tessuto da camicia. I pattern della stagione restano le micro realizzazioni occhio di pernice ed il tratteggio o il millerighe.

Non molto adatti per la mezza stagione, pazientate e indossateli da novembre in poi.

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Anche per questa stagione il blue si aggiudica un posto di rilievo nella classifica dei must have. Attenzione però, non qualsiasi blu, si tratta di blu scuri, impreziositi e scuriti da intrecci impercettibili fino ad arrivare ai blu di Prussia.

Da evidenziare è il ritorno dello ‘spigato’ che permette di stupire con sobrietà. Includiamo in questo ritorno prorompente tutti i tweed, in cui l’intreccio della lavorazione verticale a colori alternati conferisce valore al tessuto.

I motivi concentrici sono anch’essi favoriti per abiti total blue, chi vi guarderà con attenzione potrà scorgere micro fantasie a quadretti o pie de poul.

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Tessuti dai colori freddi arricchiti da motivi geometrici dalle linee calde. è questa l’alchimia di questo mood, ideato per capi destinati al tempo libero, come giacche o pantaloni dalle pesanti grammature. I fondi mèlangiati muovo i tessuti e rendono vibranti le giacche. In questa stagione si potrà osare nell’accorstare texture e fantasie per uno stile unico e personale. Anche in questo caso le fantasie sono appena accennatate. Manca un contrasto forte che può essere da voi creato con una camicia o un maglioncino per completare il look.

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